n8n vs Make: come scegliere tra costi, hosting e manutenzione dei flussi
n8n e Make fanno quasi le stesse cose. Cambiano il modo in cui paghi, dove girano i flussi e soprattutto chi interviene quando uno si rompe.

n8n vs Make: quale conviene e da cosa dipende la scelta
Scegli n8n se hai in squadra qualcuno che sa leggere un errore e vuoi decidere dove girano i flussi e come si pagano. Scegli Make se a costruirli e correggerli sono persone di ufficio, senza server da curare. Le funzioni si assomigliano molto: a decidere è chi interviene quando un flusso si ferma.
Chi mette a confronto n8n e Make di solito parte dal numero di connettori, e lì finisce in pareggio: i programmi che usa una PMI italiana (posta, fogli, CRM, e-commerce, strumenti di pagamento) li coprono entrambi, e quando manca un connettore resta la chiamata HTTP a salvare la situazione. Le differenze che contano stanno altrove, e sono quattro: come si conta il consumo, dove gira il motore, quanto è intricata la logica, chi mette le mani quando serve. Niente prezzi qui: cambiano spesso e li trovi aggiornati sulle pagine dei due fornitori. Conta il meccanismo.
n8n vs Make sui costi: per esecuzione o per operazione
Make conta le operazioni: ogni modulo che lavora in uno scenario ne consuma una. L'unità di misura è stata ribattezzata più di una volta, quindi controlla come la chiama oggi sulla pagina del piano. n8n, nella versione cloud, conta le esecuzioni: un flusso che parte è una esecuzione, che dentro abbia tre passaggi o trenta.
Sembra un dettaglio contabile. Non lo è. Prendi un flusso che legge un file con le righe di una fattura e per ogni riga controlla un codice, aggiorna una scheda, scrive una nota. In Make il ciclo moltiplica: ogni riga ripassa dai moduli, e il consumo cresce con la lunghezza del file, non con il numero di file. In n8n quel file è una esecuzione. Lo stesso vale per i flussi che girano ogni pochi minuti a controllare se è cambiato qualcosa: in Make i controlli periodici consumano operazioni anche quando non trovano nulla, e vale la pena verificare come li conta il tuo piano.
Il criterio pratico: fai il conto sul tuo flusso peggiore, non su quello medio. Quante volte parte al mese, quanti passaggi ha, quanti elementi gira in un ciclo. Se il risultato è basso, il modello non ti cambia la vita e scegli per altri motivi. Se è alto, il conteggio per esecuzione favorisce quasi sempre n8n. Se poi ospiti n8n da te, il limite di esecuzioni sparisce, ma questo ha un costo diverso.
Ospitare in casa: la libertà costa lavoro
Qui la differenza è netta. Make esiste solo come servizio in cloud. n8n lo puoi usare in cloud oppure installare su un tuo server. Un dettaglio che spesso si salta: la licenza di n8n non è open source nel senso stretto, è una licenza con condizioni d'uso (si parla di fair code). Per automatizzare i processi della tua azienda va bene, ma se pensi di rivenderlo dentro un prodotto leggila prima.
I motivi per ospitarlo in casa sono concreti: le informazioni restano sui tuoi server, nessun tetto di esecuzioni imposto dal piano, e i flussi possono parlare con programmi interni che non sono esposti su internet, come un gestionale in rete locale. Per una manifattura con il gestionale in azienda può essere l'unico motivo che conta.
Poi c'è il rovescio. Aggiornamenti, backup, certificati, monitoraggio. Un esempio che si ripete: il server accumula lo storico delle esecuzioni, il disco si riempie di sabato, i flussi si fermano e nessuno se ne accorge finché il lunedì un cliente chiede dov'è il suo ordine. Il backup, poi, lo scopri incompleto il giorno in cui devi ripristinare. Il nostro parere è questo: se in azienda non c'è chi gestisce già dei server, non ospitare n8n da solo. Usa il cloud di n8n, oppure affida l'installazione a chi la tiene accesa per mestiere. Se vuoi capire meglio lo strumento prima di decidere, abbiamo spiegato cos'è n8n e quando conviene rispetto al codice.
Complessità dei flussi: dove regge Make e dove regge n8n
Make ha l'interfaccia più accogliente. Trascini i moduli su una tela, li colleghi, vedi per ogni passaggio cosa è entrato e cosa è uscito. Per flussi lineari, o con qualche biforcazione, è difficile battere questa leggibilità. Il problema arriva dopo: quando uno scenario ha molti rami, cicli annidati e gestioni di errore, la tela diventa un groviglio che solo chi l'ha disegnato sa decifrare, e a volte nemmeno lui dopo tre mesi.
n8n, a nostro giudizio, regge meglio la complessità perché ti lascia scrivere un po' di codice dove serve: un nodo con JavaScript per sistemare un formato, un flusso richiamato da altri flussi come una funzione, un percorso dedicato che si attiva quando qualcosa va storto. Ogni flusso si esporta come file di testo, quindi lo puoi conservare con la cronologia delle modifiche e rileggere. Il prezzo è che a quel punto non è più uno strumento per tutti: un nodo con codice dentro lo capisce chi programma.
| Aspetto | n8n | Make |
|---|---|---|
| Cosa si conta | Esecuzioni del flusso intero (cloud) | Operazioni, cioè ogni modulo che lavora |
| Dove gira | Cloud oppure server tuo | Solo cloud |
| Logica complessa | Codice, flussi richiamabili, percorsi di errore | Router e moduli visuali, leggibili finché lo scenario resta piccolo |
| Chi lo costruisce | Chi ha dimestichezza tecnica | Anche chi non programma |
| Se cambi strumento | Flussi esportabili, riscrittura comunque necessaria | Riscrittura quasi sempre completa |
Nell'ultima riga nessuno vince: cambiare piattaforma significa rifare i flussi, in entrambi i casi. Se arrivi da un altro strumento ancora, il confronto che abbiamo scritto su n8n vs Zapier segue lo stesso schema.
Chi li mantiene: la domanda che decide davvero
Un flusso funziona per sei mesi. Poi il fornitore di un programma cambia il modo di autenticarsi, o rinomina un campo, e il flusso si ferma senza rumore. Quel che conta è cosa succede nelle ore dopo: chi riceve l'avviso, chi capisce l'errore, chi lo sistema e rilancia le esecuzioni che si sono perse.
In Make una persona dell'amministrazione può aprire lo scenario, vedere quale modulo si è fermato e spesso correggerlo da sola. In n8n lo stesso errore si legge nel registro delle esecuzioni, ma è più tecnico, e se dentro c'è codice scritto da un consulente che non lavora più con te, il flusso è di fatto orfano. Non è un difetto di n8n: è il prezzo della sua flessibilità. Ma è il motivo per cui il costo vero di un'automazione si misura in manutenzione, non in licenze.
Un controllo che costa dieci minuti: prima di dare un flusso per finito, scollega apposta l'accesso a un programma e guarda cosa succede. Arriva un avviso? A chi? Le esecuzioni fallite si possono rilanciare dopo la riparazione, oppure vanno rifatte a mano? Se la risposta è «non lo so», il flusso non è pronto, qualunque sia la piattaforma.
Nel nostro lavoro usiamo n8n per orchestrare i flussi, e Make o Zapier dove ha più senso per il cliente. La scelta dello strumento viene dopo aver deciso chi gestirà il flusso. Se quella persona non esiste, puoi affidare a chi lo fa di mestiere automazioni su misura con la manutenzione inclusa, invece di scoprire il problema al primo guasto.
Come decidere in un pomeriggio
Non serve una valutazione di settimane. Serve un flusso vero e quattro domande.
- Prendi il flusso più scomodo che hai in mente, non il più semplice: quello con i cicli, le eccezioni, i casi strani. Un esempio tipico è la fatturazione, che ha righe, aliquote e documenti da riconciliare.
- Conta quante volte parte al mese, quanti passaggi ha e quanti elementi gira nei cicli. Poi guarda come lo conteggia ciascun fornitore.
- Scrivi il nome di chi riceverà l'avviso quando si ferma, e se sa leggere un errore tecnico. Se il nome non c'è, la scelta è già mezza fatta: Make, oppure n8n affidato a qualcuno.
- Chiediti se le informazioni devono restare sui tuoi server o se un programma interno deve essere raggiunto dal flusso. Se sì, n8n in casa o gestito; se no, il cloud va bene per entrambi.
Fatto questo, costruisci quel flusso scomodo su tutte e due le piattaforme, senza rifinirlo. Poi rompilo apposta e guarda quale ti fa perdere meno tempo a trovare l'errore: è quello che userai davvero.
Domande frequenti
n8n è davvero gratuito?
Si può installare su un tuo server per i processi interni senza pagare una licenza d'uso, ma la licenza non è open source in senso stretto e ha condizioni da leggere. Il costo vero è il lavoro di chi lo installa, lo aggiorna e lo tiene sotto controllo.
Make si può installare su un server aziendale?
No, Make esiste solo come servizio in cloud. Se per te è essenziale che i flussi girino sui tuoi server o raggiungano programmi non esposti su internet, la strada è n8n.
Chi non programma può usare n8n?
Per flussi semplici sì, l'interfaccia è visuale come quella di Make. Il limite arriva con i flussi complessi e con la correzione degli errori, dove serve qualcuno che sappia leggere un messaggio tecnico e, a volte, un po' di codice.