Dominio secondario per cold email: perché, come sceglierlo e quante caselle
Se una campagna a freddo va male, deve rovinarsi un dominio che puoi buttare, non quello su cui arrivano preventivi e fatture. Ecco come si prepara.

Dominio secondario per cold email: cos'è e perché serve
Un dominio secondario è un dominio diverso da quello della tua azienda, registrato apposta per gli invii a freddo. Serve a isolare il rischio: se le email finiscono in spam o il dominio perde reputazione, il danno resta lì, e la posta di clienti, fornitori e preventivi continua a partire dal dominio principale.
La reputazione di un dominio funziona come un credito che i provider di posta si segnano nel tempo. Un invio a freddo la mette sotto stress più di qualunque altro, per sua natura: scrivi a persone che non ti conoscono, qualcuna segnala, molte non rispondono, qualche indirizzo rimbalza. Anche una campagna fatta bene lascia il segno sul dominio da cui parte. Per questo, nelle nostre regole di invio, le email a freddo partono da domini dedicati e da più caselle, mai dal dominio principale dell'azienda.
Pensa al caso peggiore. Il commerciale scrive a un cliente storico per confermare una consegna, e la risposta non arriva: il messaggio era nella cartella spam, e il cliente non l'ha mai visto. La campagna magari è ferma da giorni. Il guaio è che hai legato la posta di tutti i giorni a un esperimento. Con un dominio separato quel rischio non tocca il lavoro che già paga.
Come scegliere il nome del dominio secondario
Deve assomigliare al tuo, senza essere il tuo. Chi riceve il messaggio e ha un dubbio andrà a guardare il dominio: se vede qualcosa di riconoscibile, si fida di più. Se vede una sequenza di lettere senza senso, cancella.
Prendi il nome dell'azienda e aggiungi una parola neutra. Se il principale è tuaazienda.it, un secondario sensato è tuaaziendateam.it oppure parlacontuaazienda.it. Evita parole da promozione e cifre a caso. E non copiare il dominio di qualcun altro cambiando una lettera: i filtri conoscono il trucco, ed è comunque scorretto.
Sull'estensione, resta su quelle che un titolare italiano riconosce senza pensarci: .it e .com. Le estensioni insolite costano meno, ma in genere vengono guardate con più sospetto, e per pochi euro risparmiati non ne vale la pena.
Resta una scelta da fare subito: dominio vero o sottodominio? Un sottodominio (tipo mail.tuaazienda.it) è comodo, ma resta legato al dominio principale, e i provider possono associarli. Proprio quello che vuoi evitare. Usa un dominio a parte.
Come creare e acquistare un dominio per le email, e quanto costa
Due cose che si confondono spesso: il dominio è l'indirizzo (la parte dopo la chiocciola), la casella è il servizio di posta che ci costruisci sopra. Prima si compra il dominio, poi si attivano le caselle.
Per comprarlo ti serve un registrar, cioè l'operatore da cui acquisti il nome e da cui gestisci i record DNS. Scegline uno con un pannello DNS chiaro, un'assistenza che risponde e un rinnovo trasparente. Intesta l'account all'azienda, con un indirizzo di posta che non appartenga a una persona sola: il giorno in cui quella persona se ne va, non vuoi scoprire che il dominio era suo.
Quanto costa un dominio per la posta? Il prezzo del nome dipende da estensione, registrar e offerte del momento, quindi guarda il listino. Il costo che pesa nel tempo è un altro: il servizio di posta, che di norma si paga per ogni casella. Il nome, in confronto, è una voce piccola.
E il dominio email gratis? Non è una strada per questo uso. Un servizio gratuito spesso ti fa usare un nome che non controlli del tutto o condiviso con altri, e se la reputazione non dipende da te non stai isolando nulla.
La procedura per preparare il dominio secondario, passo per passo
- Registra il dominio con il nome scelto e attiva il rinnovo automatico. Un dominio che scade a metà campagna è una figuraccia evitabile.
- Attiva il servizio di posta e crea le caselle con nome e cognome reali di chi firma i messaggi, non con indirizzi generici tipo info o vendite. Controlla che i record MX siano a posto: le risposte arrivano proprio lì.
- Configura SPF, DKIM e DMARC dal pannello DNS. Sono il modo con cui i provider verificano che a inviare sei davvero tu. L'ordine e le verifiche sono nella guida su SPF, DKIM e DMARC.
- Fai puntare il dominio al sito principale con un reindirizzamento. Chi lo digita nel browser per controllare deve trovare la tua azienda, non una pagina vuota.
- Fai il warm-up delle caselle prima di spedire a freddo. Come si fa giorno per giorno lo trovi nell'articolo sul warm up delle email.
- Parti con volumi bassi e sali a scalini, controllando i rimbalzi a ogni passaggio.
Il quarto punto sembra un dettaglio, e invece è quello che il destinatario più attento verifica per primo. Una pagina vuota o un errore del browser lasciano pensare a un mittente costruito in fretta.
Un'ultima cosa, che si scopre sempre tardi: le risposte arrivano alle caselle del secondario, e qualcuno deve leggerle ogni giorno. Un interessato che scrive di mercoledì e trova silenzio fino al lunedì è una chiamata persa.
Quante caselle servono e quante email ognuna
Il numero di caselle non si decide a sentimento: si calcola dal volume giornaliero che vuoi raggiungere, perché ogni casella ha un tetto sotto cui stare tranquilla.
Le nostre regole interne, in uso a ottobre 2026, sono queste. Una casella nuova parte con 5 email a freddo al giorno e sale a scalini (5, 10, 15, 20, 25) fino a 25 al giorno, in circa dieci giorni di invio. Il warm-up aggiunge una email in più al giorno fino a 20, solo nei giorni feriali, poi scende a 15 e a 10 mentre crescono gli invii a freddo. In totale, mai più di 35 email al giorno per casella.
Il calcolo è semplice. Se vuoi spedire cento email a freddo al giorno, a 25 per casella te ne servono quattro. Se ne vuoi duecento, otto. Distribuire il volume su più caselle, e su più domini quando sono molte, è meglio che spingere una casella sola: un problema su una non ferma tutto il resto.
E quante caselle per dominio? Tienile poche. Un dominio con una decina di caselle che spediscono lo stesso testo si nota, e se si brucia le porta via tutte. Meglio più domini con poche caselle che un dominio con tante.
Se i rimbalzi di una campagna arrivano al 4%, la crescita si ferma e si cerca la causa prima di ripartire.
È la soglia che usiamo noi, e il senso è questo: non si aumenta il volume su un problema che non si è capito. Se vuoi approfondire cosa porta un messaggio in spam, le cause sono in ordine di peso in perché le email finiscono in spam.
Come capire se il dominio sta reggendo
Servono tre segnali, da guardare ogni settimana. Primo: i rimbalzi, il campanello più rapido. Secondo: le risposte vere (persone che scrivono qualcosa, non risposte automatiche) rispetto alle email inviate. Se calano di colpo mentre il testo è lo stesso, sospetta lo spam prima di sospettare il messaggio. Terzo: un test di arrivo, mandando un messaggio dalla casella a qualche indirizzo tuo su provider diversi e guardando dove finisce.
Quando un dominio è compromesso, non c'è garanzia di recuperarlo: si ferma l'invio, si cerca la causa e, se la reputazione non torna, si passa a un altro. È il motivo per cui l'hai creato separato. Il dominio secondario è consumabile, e va trattato così, senza affezione.
Quando conviene non farlo da soli
Registrare un dominio è facile. Il lavoro vero è tenere insieme caselle, rampa di invio, controlli settimanali e gestione delle risposte, senza che nessuno nel tuo team debba farne un secondo mestiere. Se il commerciale che dovrebbe vendere passa il giovedì a controllare record DNS, il conto non torna. Chi preferisce affidare tutta questa parte può guardare come portiamo call qualificate in agenda; chi la fa in casa può seguire la procedura sopra senza cambiare nulla.
Il messaggio, comunque, pesa quanto l'infrastruttura. Un dominio perfetto con un testo da brochure finisce ignorato lo stesso: per quello c'è la guida su come scrivere una cold email.
Scegli oggi il nome e registra il dominio dall'account intestato all'azienda. Poi scrivi su un foglio quante email al giorno vuoi mandare e dividile per 25: il risultato è il numero di caselle da creare.
Domande frequenti
Posso mandare cold email dal dominio principale se sono pochi messaggi?
Conviene di no. Anche pochi invii a freddo espongono il dominio su cui arriva la posta di clienti e fornitori, e il vantaggio di risparmiare un dominio è minimo. Registrarne uno separato costa poco e toglie il rischio.
Quante email al giorno può inviare una casella nuova?
Noi partiamo da 5 email a freddo al giorno e saliamo a scalini fino a 25, in circa dieci giorni di invio. Con il warm-up non superiamo mai le 35 email totali al giorno per casella.
Un sottodominio va bene al posto di un dominio nuovo?
È meglio un dominio a parte. Un sottodominio resta legato al dominio principale e i provider possono associarli, quindi non isola davvero il rischio che vuoi tenere lontano dalla posta di tutti i giorni.